Tarassaco: proprietà, benefici e controinidicazioni

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Pianta estremamente diffusa e molto comune, il tarassaco presenta un aspetto erbaceo e cresce nei prati e sugli argini dei fiumi in quanto predilige ambienti ricchi di umidità.
La sua denominazione ha un’etimologia derivante dal greco antico che significa “rimedio allo squilibrio”; infatti questo vegetale trova largo impiego nella medicina popolare come regolatore di numerose funzioni dell’organismo.

Il tarassaco predilige terreni localizzati nella fascia a clima temperato e non richiede particolari cure in quanto si tratta di una pianta rustica e facilmente adattabile, anche se non riesce a vivere oltre i 2000 metri di altitudine.
Conosciuto come radicchio selvatico o cicoria selvatica, si sviluppa con estrema facilità soprattutto in primavera ed in estate, anche se è possibile trovarlo sotto alla neve poiché è un vegetale molto adattabile alle variazioni climatiche.

Le sue foglie di colore verde intenso hanno un aspetto lobato e si inseriscono su un fusto erbaceo alto al massimo 50 centimetri; i fiori sono gialli e composti da numerosissimi petali sottili che formano una specie di cuscino.
Questi capolini floreali hanno la tendenza a chiudersi al calar del sole, per poi riaprirsi alla mattina quando la luce è più intensa.

Conosciuto con l’appellativo di “girasole dei prati”, il tarassaco è caratterizzato dalla presenza dei tipici soffioni; si tratta di globi piumosi di colore bianco argento che derivano dalla trasformazione dei suoi fiori.
I soffioni sono costituiti da numerosissimi semi volatili (acheni) che, in seguito all’azione degli agenti atmosferici (soprattutto del vento), vengono distribuiti sul terreno per dare luogo alla nascita di altre piante.
In seguito a tale modalità di inseminazione anemofila, la pianta è in grado di colonizzare vaste zone di terreno, venendo pertanto considerata come infestante, nonostante le sue tante proprietà salutari e benefiche per l’organismo.

Impieghi del Tarassaco

Il tarassaco trova largo impiego sia in ambito gastronomico che in quello fitoterapico.

Impieghi gastronomici del tarassaco

Grazie alla sua composizione chimica contenente antiossidanti, fitosteroli, carotenoidi, vitamina C, magnesio, potassio ed un elevata concentrazione di fibre, il vegetale viene impiegato comunemente in gastronomia.
Per uso alimentare il tarassaco viene utilizzato crudo per essere consumato in insalata, spesso accompagnato da altri ortaggi; oppure cotto al vapore come condimento per primi piatti oppure come contorno di pietanze di carne o pesce.
Si preferisce la cottura a vapore per impedire la dispersione dei suoi principi attivi che, tramite bollitura, andrebbero perduti.

Un gustoso metodo alternativo per cucinare questa erba è quello di saltarla in padella con poco olio extravergine d’oliva; in tal modo viene esaltato il sapore amarognolo delle sue foglie.
I suoi fiori trovano impiego nella produzione di una bevanda alcolica chiamata “dendion wine”, dal sapore gradevolmente amarognolo.
I fiori trovano anche utilizzo per la realizzazione di uno sciroppo che può essere usato come dolcificante al posto del miele.

Spesso il tarassaco viene aggiunto alla frutta bollita per produrre marmellate oppure composte di frutta, molto apprezzate per il loro gusto.
Molto usate sono le tisane al tarassaco che si ottengono mettendo circa 5 grammi di miscela erboristica in 150 millilitri di acqua in ebollizione e lasciando in infusione per almeno 20 minuti; consumando questa bevanda da 1 a 3 volte al giorno si ottiene un efficace riscontro depurativo e decongestionante.

Impieghi fitoterapici del tarassaco

In base ai principi attivi in essa contenuti, la pianta viene consumata per facilitare la diuresi, per aumentare la produzione di bile, per purificare e disintossicare il fegato.
In ambito fitoterapico vengono utilizzate le radici polverizzate, dopo essiccazione e macinatura.
Gli impieghi fitoterapici della pianta sono ampiamente analizzati sotto.

Proprietà del Tarassaco

Il tarassaco è un vegetale ricchissimo di sostanze farmacologicamente attive che trovano impiego nella cura di numerosi disturbi.
Tali composti sono:

  • terpenoidi;
  • triterpeni;
  • sesquiterpeni;
  • inulina;
  • pectine;
  • acidi fenolici;
  • flavonoidi;
  • sali di potassio.

La categoria degli acidi fenolici comprendono la luteolina, l’isocercitrina, l’acido clorogenico e quello caffeico.

La composizione biochimica della pianta comprende numerosi principi attivi, che sono:

  • vitamine A e C;
  • vitamina K;
  • vitamina E;
  • fibre alimentari;
  • glucidi (soprattutto fruttosio e glucosio);
  • proteine a basso valore biologico;
  • acidi grassi insaturi;
  • fenilalanina e purina presenti in tracce;
  • acido ossalico e fitico;
  • acido ascorbico;
  • luteina;
  • minerali (ferro, calcio, magnesio, fosforo e manganese).

Benefici del Tarassaco

I principali benefici che la pianta offre in ambito fitoterapico sono riconducibili alla funzione renale; il nome volgare di “Piscialetto” si ricollega appunto alla sua azione diuretica.
Infatti le foglie del tarassaco, estremamente ricche di molecole amare e di potassio, agiscono potenziando la produzione di urina nelle 24 ore.
L’effetto diuretico si manifesta rapidamente in quanto insorge dopo circa 30 minuti dall’assunzione del vegetale.

Gli effetti diuretici, prodotti dalla presenza di flavonoidi, si ricollegano anche ad un’azione ipotensiva in quanto, l’eliminazione di liquidi, contribuisce ad abbassare la pressione del sangue.
Inoltre viene impiegato anche per trattare disturbi come la gotta, le IBU (infiammazioni delle basse vie urinarie), e infezioni renali generalizzate.

A livello epatico il vegetale (in particolare la radice e il rizoma) contribuisce ad incentivare la produzione di bile ed il suo passaggio dal fegato all’intestino; si tratta delle tipiche funzioni coleretiche e colagoghe.
Per questo motivo i suoi estratti trovano largo impiego per disintossicare gli epatociti (cellule del fegato) e per purificali soprattutto in seguito a terapie prolungate con farmaci di sintesi, che vengono metabolizzati proprio a livello epatico.

Le proprietà antinfiammatorie del tarassaco sono molto efficaci e vengono utilizzate per vari scopi, sia relativi all’apparato digerente, dove viene stimolata la funzionalità pancreatica, sia a livello dell’apparato respiratorio.

Il tarassaco è in grado di abbassare i livelli di colesterolo nel sangue poiché aumenta l’eliminazione del composto a livello biliare, riducendone l’assorbimento ad opera dei fitosteroli.
La presenza di inulina (oligodsaccaride) e fibre insolubili contribuisce a regolarizzare la funzione intestinale, aumentando la velocità di transito degli alimenti nel canale alimentare e migliorando la funzione evacuatoria.
Spesso il vegetale svolge una blanda azione lassativa e viene prescritto in caso di stipsi occasionale, soprattutto se causata da produzione di feci disidratate.

A livello del bioma intestinale, il tarassaco contribuisce a selezionare la flora batterica “buona” potenziando la sua attività durante i processi digestivi, esplicando un’efficace azione prebiotica a livello del popolazione enterica simbionte.

Il tarassaco contribuisce ad aumentare l’appetito grazie alla presenza dei lattoni sesquiterpenici, dell’inulina e dei triterpeni in esso contenuti; sembra infatti che tali molecole siano in grado di stimolare il centro encefalico della fame.

L’eliminazione di sostanze dannose all’organismo si realizza in seguito al potenziamento delle reazioni di coniugazione dei metaboliti dannosi ed eliminazione mediante la diuresi, che risulta notevolmente incentivata.
Recenti studi epidemiologici hanno evidenziato un probabile collegamento tra impiego di tarassaco e cancerogenesi al colon; anche se mancano ancora dati sicuri, si ipotizza un’azione preventiva del vegetale a livello delle cellule della mucosa intestinale che sarebbero meno portate a dividersi in maniera incontrollata ed ingovernabile sotto stimolazione oncogena.

In presenza di emorroidi e di ragadi anali, l’assunzione di questo rimedio fitoterapico rallenterebbe la cronicizzazione dei disturbi, contribuendo ad un’attenuazione della sintomatologia con netto miglioramento del dolore.
In questo caso, l’attività antinfiammatoria dei suoi principi attivi andrebbe a colpire le cellule epiteliali dei piccoli vasi sanguigni, responsabili dei processi di flogosi.

Il ruolo antiossidante svolto da alcune molecole contenute nelle foglie della pianta avrebbe un ruolo di notevole importanza per contrastare i radicali liberi, responsabili dei processi d’invecchiamento cellulare.
La vitamina K, importante fattore antiemorragico, contribuisce alla prevenzione di perdite ematiche, soprattutto in caso di ferite che trovano difficoltà a cicatrizzarsi oppure per la dismenorrea.
I folati presenti nel tarassaco entrano a far parte del metabolismo degli acidi nucleici(DNA e RNA), composti di importanza vitale per l’organismo, contribuendo ad equilibrare eventuali anomalie.

Infine il tarassaco può venire assunto tranquillamente anche da soggetti che soffrono di celiachia, intolleranza al glucosio, allergie all’istamina, iperuricemia e fenilchetonuria in quanto non presenta alcuna sovrapposizione dannosa con tali disturbi, ma al contrario, facilitando la diuresi, favorisce un fisiologico ricambio idrico e salino dell’organismo.

Controindicazioni del Tarassaco

Il tarassaco è solitamente ben tollerato, anche se potrebbe causare episodi di pirosi gastrica in relazione al suo contenuto di sostanze amare.
Le principali controindicazioni della pianta sono le seguenti:
in soggetti affetti da reflusso gastro-esofageo, da gastrite, da ulcera gastrica o duodenale in quanto la presenza di composti amari potrebbe peggiorare la sintomatologia;
in presenza di calcoli renali oppure alla cistifellea poiché il vegetale potrebbe contribuire ad un’occlusione delle vie biliari;
se è presente un’insufficienza renale in quanto le sostanze contenute nel tarassaco possono potenziare l’affaticamento dell’organo;
– in caso di terapie farmacologiche di alcuni tipi.

In seguito alla presenza di potassio nelle foglie e nelle radici del vegetale, è necessario fare molta attenzione ad un’eventuale assunzione concomitante di integratori contenenti questo minerale in quanto si potrebbero instaurare pericolosi fenomeni di sovra dosaggio.
Il potassio è uno ione deputato al controllo della funzionalità cardiaca e che regola lo scambio ionico delle membrane cellulari; pertanto qualsiasi squilibrio nella sua concentrazione potrebbe avere conseguenze estremamente pericolose per la salute.

Per la sua attività iperacidificante a livello gastrico, il tarassaco contribuisce a potenziare l’azione gastro-lesiva dei farmaci di tipo antinfiammatorio (FANS) e pertanto la sua assunzione è controindicata durante terapie farmacologiche con questi medicinali.

Per soggetti che assumano farmaci a base di sali di litio viene assolutamente sconsigliato l’utilizzo di tarassaco poiché la tossicità del litio può aumentare notevolmente in seguito al potenziamento della diuresi e conseguente deplezione dello ione sodio.

Durante la gravidanza, il puerperio e soprattutto l’allattamento è necessario porre molta cautela nell’impiego di tarassaco che, per la sua componente amara, potrebbe modificare il sapore del latte materno causando fenomeni allergici nel neonato, con rifiuto dell’alimentazione al seno.

Disclaimer: Questo articolo non è destinato a fornire consigli medici, diagnosi o trattamento.

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4 Comments

  1. eleonora 12 Aprile 2017
    • Spirito Naturale 19 Aprile 2017
      • roberta 18 Maggio 2017
  2. Daniela 24 Giugno 2019

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