Come coltivare lo zenzero a casa per averne una scorta infinita

Che cos’è lo zenzero

Vegetale dalle mille proprietà benefiche, lo zenzero è stato impiegato con successo fin dall’antichità per le sue notevoli proprietà fitoterapiche, particolarmente utili in caso di disturbi dell’apparato digerente.

Appartenente alla categoria delle spezie e caratterizzato da un gradevole aroma caldo e pungente, lo zenzero viene utilizzato sia crudo che essiccato, sotto forma di polvere.

Nella radice tuberizzata del vegetale sono presenti numerosi principi attivi, tra cui:
– gingeroli
– zingerone
– shogaoil
– componenti volatili dell’olio essenziale
– monoterpeni.

In ambito gastronomico lo zenzero è un classico insaporitore e aromatizzante che può essere consumato fresco e tagliato in sottilissime fettine, oppure polverizzato.
Esso trova largo impiego per arricchire primi piatti, tra cui in particolare il risotto, e pietanze a base di carne e pesce, tra cui molte tipologie di sushi.

Proprietà fitoterapiche dello zenzero

Grazie alla presenza di numerosi elementi attivi dal punto di vista terapeutico, lo zenzero viene utilizzato come efficace rimedio erboristico per numerosi disturbi, tra cui:
– nausea e vomito, sia legati alla gravidanza che a patologie di natura gastrointestinale;
– vomito post-operatorio e conseguente a terapie farmacologiche, come la chemioterapia;
– dispepsia o cattiva digestione, determinata anche da forme di intolleranza alimentare;
– meteorismo e flatulenza, derivanti da processi fermentativi e putrefattivi del colon trasverso;
– coliche intestinali e genitali, accompagnate da spasmi dolorosi della muscolatura liscia.

Come si può dedurre, il principale settore di competenza fitoterapica dello zenzero è collegato alle funzioni digestive e ai disturbi ad esse collegati.
Tale proprietà dipende dai gingeroli che costituiscono la maggiore percentuale di principi attivi contenuti nel tubero.

In seguito al suo notevole effetto colagogo, lo zenzero è in grado di stimolare efficacemente la funzionalità del fegato, incentivando anche la secrezione biliare.

Trattandosi di un preparato di origine vegetale, il suo meccanismo d’azione è completamente naturale e pertanto non ha controindicazioni nè provoca effetti collaterali, a patto che non vengano superate le dosi consigliate e considerate fisiologiche.

Grazie al suo spiccato effetto antitrombotico, lo zenzero viene assunto come terapia di supporto da parte di pazienti trattati con anticoagulanti orali, come l’aspirina.

In alcuni casi di cefalea intensa e ad eziologia sconosciuta, è possibile utilizzare lo zenzero fresco per alleviare i sintomi, dato che esso si comporta come un potente antinfiammatorio.

Secondo le più recenti linee guida, i pazienti che soffrono di cefalea a grappolo trovano un notevole beneficio dall’assunzione costante di zenzero polverizzato ogni giorno per almeno trenta giorni consecutivi.
Trattandosi di una patologia di notevole impatto sociale, è attualmente in corso una ricerca scientifica che paragona l’impiego dello zenzero da solo a quello associato a farmaci tradizionali.

La radice di questo vegetale consente di ottenere fettine di polpa molto sottili, dato che la sua consistenza è piuttosto compatta e facilmente affettabile.

In caso di dismenorrea esso ha diminuito efficacemente l’intensità del dolore mestruale.
Alcuni ricercatori hanno evidenziato che l’impiego costante di alcune fettine di zenzero fresco durante il ciclo mestruale o anche nella fase immediatamente precedente, contribuisce a diminuire la produzione di prostaglandine, evitando quindi la dolorabilità.
Nei casi in cui il flusso ematico si presenti troppo abbondante, lo zenzero riduce notevolmente l’entità del fenomeno.

La composizione organolettica della radice di zenzero è costituita da:
– 70% di glucidi;
– 10% di lipidi;
– 10% di proteine;
– 6% di minerali;
– 5% di fibre;
– 10% di acqua.

Come coltivare lo zenzero in casa

La coltivazione casalinga dello zenzero è particolarmente facile e molto gratificante, poiché dopo essere stato piantato, esso ha bisogno unicamente di acqua e di tempo per svilupparsi.

La pianta deve essere seminata preferibilmente in primavera, dato che non è in grado di sopravvivere al gelo ma predilige climi caldi e umidi.

Pertanto in ambiente domestico lo zenzero deve essere mantenuto in stanze il cui clima sia mite e non ventilato.

Per coltivare questo vegetale è possibile scegliere tra due opzioni.
Per la varietà commestibile (Zingiber officinale) è necessario acquistare una radice della pianta (rizoma) che può venire sottoposta a vari trattamenti.

Volendo coltivare più di una pianta, è opportuno tagliare a pezzi i rizomi lasciandoli per alcuni giorni in un ambiente asciutto in modo tale che essi possano formare una specie di callo protettivo, localizzato sulla superficie del vegetale.

Il terreno di coltivazione deve essere ben drenato e ricco di sostanze nutritive.

Per ottenere questo scopo è necessario mescolare il classico terriccio da giardino con una pari quantità di stallatico oppure di altro compost biologico.

Per aumentare la capacità drenante del terreno, è consigliabile aggiungere una piccola quantità di fibra di cocco oppure di sfagno, che impediscono alla pianta di marcire.

Dopo che sono nate le prime piantine, si procede al loro trasferimento in vasi di maggiori dimensioni, dove è preferibile utilizzare terreni tendenzialmente alcalini.

Lo zenzero predilige ambienti ombrosi lontano da fonti di luce e di calore. Prima di germogliare, la pianta deve avere una temperatura del terreno compresa tra 22 e 25 gradi.

È necessario scegliere vasi con profondità di almeno trenta centimetri, preferibilmente di plastica, dove disporre le fettine di zenzero fresco, che devono essere inserite in dieci centimetri di profondità.

Poi bisogna mantenere umido il terreno, evitando comunque il ristagno dell’acqua, ricordando che la pianta tende a marcire quando il substrato è esageratamente inzuppato.

Lo zenzero è piuttosto lento nella crescita e richiede almeno un paio di settimane prima di vedere spuntare le gemme.

Il processo di concimazione è necessario e si realizza ad esempio aggiungendo una piccola quantità di fertilizzante liquido ogni trenta giorni.

Dopo che la pianta ha germogliato bisogna evitare che la temperatura del terreno scenda al di sotto di 10°C, valore che contribuisce a far marcire il vegetale.

All’inizio dell’autunno gli steli dello zenzero diventano gialli, diminuendo l’accrescimento germinativo. Una volta ch essi sono morti e che sono trascorsi almeno otto mesi dal momenti della semina, è consentito estrarre il rizoma dalla terra.

Dopo tre o quattro mesi dalla semina è possibile raccogliere le piante più giovani, che vengono utilizzate soprattutto per ottenere dei sottaceti.

Per conservare il rizoma durante i mesi freddi è necessario metterlo in un ambiente asciutto e caldo, dove le temperature non devono scendere sotto ai dieci gradi dato che esso non è in grado di sopravvivere al gelo.

Disclaimer: Questo articolo non è destinato a fornire consigli medici, diagnosi o trattamento.

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