4 tipi di ammorbidente naturale per il tuo bucato

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Composizione degli ammorbidenti industriali

È risaputo che la maggioranza dei detergenti che vengono utilizzati nel bucato in lavatrice, sono prodotti chimici i cui residui contribuiscono ad aumentare notevolmente l’inquinamento ambientale. Per salvaguardare l’ecosistema, molte ditte optano per la produzione di detersivi ecologici caratterizzati da un’elevata biodegradabilità e da un minimo impatto ambientale.

Poiché l’impiego della lavatrice è ormai diventato indispensabile per ogni famiglia ed in considerazione del fatto che il numero di bucati settimanali è di solito piuttosto elevato, risulta necessario cercare di limitare le conseguenze negative a livello ambientale.
Oltre al detersivo, alla fine del ciclo di lavaggio della lavatrice è buona norma aggiungere l’ammorbidente. Si tratta di una sostanza con elevata concentrazione di elementi aromatici, che ha lo scopo di rendere morbidi e profumati gli indumenti che escono dalla lavatrice.

Nel caso in cui venga utilizzata anche l’asciugatrice, i capi lavati e asciugati di solito si presentano secchi e disidratati. In queste circostanze risulta particolarmente indicato l’impiego dell’ammorbidente.
Gli ammorbidenti chimici sono considerati tra i prodotti più tossici per uso domestico, in quanto nella maggior parte dei casi contengono sostanze assolutamente non biodegradabili.

I componenti nocivi dell’ammorbidente appartengono alle categorie di additivi, profumi sintetici, coloranti, esterquat, perlanti ed addensanti. Queste sostanze sono costituite da molecole nocive per la salute dell’uomo, appartenenti soprattutto alla categoria dei fosfati e degli acetati, oltre che al gruppo dei pentani e del limonene.

Le principali conseguenze negative sono ricollegabili a reazioni allergiche (asma e bronchite allergica), a disturbi dermatologici (eczemi e dermatite bollosa), in particolare nei bambini e in tutti gli individui particolarmente sensibili.

Per evitare l’impiego di ammorbidenti commerciali senza privarsi del piacevole effetto di profumare ed ammorbidire gli indumenti dopo il bucato, è possibile effettuare una vera e propria opera di disintossicazione dei capi lavati in lavatrice.

Come realizzare un bucato ecologico

Per realizzare un bucato ecologico, è necessario innanzitutto suddividere gli indumenti in base alle differenti colorazioni, poiché la temperatura dell’acqua del lavaggio deve essere scelta in modo tale da non modificare i colori dei capi da lavare.

I tessuti bianchi possono sopportare temperature di lavaggio piuttosto elevate che raggiungono anche i novanta gradi, qualora lo sporco sia particolarmente resistente ed incrostato.
Ovviamente, nel caso in cui il programma della lavatrice si realizzi a temperature superiori ai sessanta gradi, il tempo di permanenza degli indumenti a contatto con l’acqua calda deve essere più breve, per evitare che i tessuti si sfibrino e possano rovinarsi in maniera irreversibile.

Per quanto riguarda i capi colorati, è consigliabile lavarli con cicli che prevedono temperature al massimo di cinquanta o sessanta gradi, poiché le fibre colorate tendono a cedere parte del colore quando si trovano a contatto con temperature elevate.

Inoltre, i coloranti artificiali che fanno parte dei tessuti, tendono a modificare la loro composizione chimica quando i gradi dell’acqua superano un certo valore.

Per un bucato ecologico, è inoltre indispensabile utilizzare detergenti ecocompatibili e biodegradabili, che possono essere acquistati anche nei supermercati, a patto di leggere con attenzione le istruzioni riportate sulla confezione.
Bisogna considerare che l’efficacia di un buon detergente non è relazionabile alla quantità di schiuma prodotta; anzi i detergenti ecologici di solito producono quantità minime di schiuma, poiché il loro potere detergente dipende da valori qualitativi e non quantitativi.

Se è possibile acquistare detersivi ecologici, è più difficile reperire ammorbidenti di questo tipo, in quanto le industrie produttrici sono più interessate alla commercializzazione di detersivi piuttosto che a quella di ammorbidenti. Per questo motivo è consigliabile realizzare personalmente prodotti biodegradabili ed ecocompatibili che siano in grado di ammorbidire e profumare gli indumenti lavati alla fine di ogni ciclo effettuato in lavatrice.

Quattro ammorbidenti naturali

1. Bicarbonato di sodio

Il bicarbonato di sodio è un sale che in base alle sue caratteristiche chimiche riesce a neutralizzare gli acidi, ripristinando il pH delle varie soluzioni.

Inoltre è in grado di deodorare, sbiancare e macchiare gli indumenti durante i cicli di lavaggio. Grazie alle sue caratteristiche organolettiche, può essere efficacemente impiegato per donare morbidezza agli indumenti e contemporaneamente per eliminare i cattivi odori.

In particolare, questa sostanza risulta efficace contro l’odore di fumo, di sudore e di muffa. Come ammorbidente, questo composto può essere sciolto in acqua tiepida con questi dosaggi: 50 grammi di bicarbonato in un litro di acqua tiepida, arricchita con il succo di mezzo limone spremuto.

Dopo avere omogeneizzato perfettamente questa miscela, la si può aggiungere alla vaschetta dell’ammorbidente dopo ogni ciclo di lavaggio sia di indumenti bianchi che colorati. Il risultato è eccezionale, in quanto i capi risultano morbidi, profumati e con i colori più brillanti e vivaci.

Qualora si desideri impiegare un ammorbidente più cremoso, si può procedere in questo modo, mescolando due cucchiai di bicarbonato in una tazzina di acqua tiepida, aggiungendo un cucchiaio di acqua ossigenata. Dopo avere mescolato la soluzione si ottiene una crema densa e profumata da utilizzare come ammorbidente.

2. Aceto bianco

L’aceto bianco è una sostanza naturale a componente acida, la cui azione disinfettante è sfruttata per ottenere capi puliti ed igienizzati.
Versando nella vaschetta della lavatrice due cucchiai di aceto bianco puro, si ottiene un risultato strabiliante in quanto le fibre dei tessuti acquistano volume e morbidezza, pur risultando perfettamente pulite.

Il profumo leggermente acidulo dell’aceto bianco, conferisce un gradevole sottofondo agrumato agli indumenti, che dopo l’asciugatura mantengono questo aroma.
Grazie alla sua elevata capacità detergente e depurante, l’aceto bianco aiuta a rimuovere i residui del detersivo, che possono rimanere su alcuni capi anche dopo il ciclo di risciacquo.

Questo inconveniente, particolarmente evidente sui tessuti scuri, è eliminato del tutto dall’aggiunta di aceto bianco alla fine del bucato.
Inoltre, questo prodotto riesce ad eliminare tutti gli aloni dei vestiti, sia causati da sudore essiccato che da macchie di altra natura.

Viene efficacemente utilizzato anche nella rimozione dei peli di animale e anche per eliminare i depositi calcarei nella lavatrice, contribuendo a proteggerne le strutture.
Pertanto l’impiego dell’aceto bianco come ammorbidente si conferma una scelta ideale sia per la resa ottimale del bucato, sia in quanto trattandosi di una sostanza naturale è biodegradabile ed ecocompatibile.

3. Acido citrico

Grazie alle sue caratteristiche chimiche, l’acido citrico trova largo impiego come ammorbidente per il bucato. È necessario miscelare venti grammi di acido citrico (circa tre cucchiai) in mezzo litro di acqua tiepida. Bisogna evitare che l’acqua sia calda perché altrimenti l’acido citrico viene denaturato.

Una volta realizzato questo composto, è consigliabile impiegarne circa cinquanta millilitri da aggiungere alla vaschetta dell’ammorbidente per ogni lavaggio in lavatrice. L’azione dell’acido citrico, oltre ad igienizzare i tessuti, si rivela di grande efficacia per rendere i colori più brillanti ed aumentare la morbidezza delle fibre.

Il suo aroma agrumato che ricorda quello del limone, conferisce una profumazione fresca e delicata ai tessuti. Volendo potenziare tale profumazione, è possibile aggiungere cinque gocce di olio essenziale di lavanda o di un’altra pianta aromatica.

4. Palline da tennis o fogli di carta d’alluminio

Le palline da tennis o i fogli di alluminio accartocciati, vengono utilizzati inserendoli all’interno del cestello del bucato, in quanto sono in grado di eliminare l’elettricità statica delle fibre, che è la principale responsabile della secchezza dei tessuti.

Durante qualsiasi ciclo di lavaggio, gli indumenti subiscono numerosi sfregamenti dovuti al contatto con altri tessuti o con le pareti del cestello.
Come conseguenza, si elettrizzano per strofinio perdendo la loro morbidezza.

L’unica precauzione di cui tenere conto, è quella riferibile al rischio che sia le palline da tennis che il foglio di alluminio appallottolato possano perdere qualche frammento, andando ad alterare il funzionamento della lavatrice.

Per evitare tale inconveniente è possibile inserire le palline da tennis oppure la carta di alluminio all’interno di un sacchetto di tela sottilissima (è possibile confezionarla con nastri di garza) per evitare il processo di outgassing generato dall’elevata temperatura di lavaggio.

Disclaimer: Questo articolo non è destinato a fornire consigli medici, diagnosi o trattamento.

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