Erin Bates: la piccola guerriera di 6 mesi nata con gravi patologie che ha sconfitto il coronavirus

Sconfiggere il Coronavirus è possibile. Ce lo insegna Erin Bates, una bimba inglese di soli sei mesi. Lei, da qualche tempo, è diventata il simbolo di tutti coloro che ancora lottano contro la malattia. Ecco la sua storia.

La battaglia di Erin

Erin, sin dalla nascita, soffre di gravi patologie che compromettono il corretto funzionamento dei polmoni e del cuore. Dopo aver subito un intervento chirurgico a cuore e trachea, si è trovata a dover combattere anche contro il temuto Covid-19.

Per sconfiggere il virus è stato necessario un lungo ricovero in terapia intensiva. Si trova ancora presso l’Alder Hey di Liverpool ma le sue condizioni sono nettamente migliorate.

È famosa, ormai, la foto che la ritrae completamente coperta da una maschera per l’ossigeno. L’immagine ha commosso tutto il Paese che ha pregato per lei.

Erin, ormai, è diventata un simbolo per la lotta contro il Coronavirus ed è una vera e propria testimonial del necessario distanziamento sociale.

Le condizioni di Erin

Dopo due settimane dove si è temuto per lei, Erin è stata dimessa dalla terapia intensiva e portata in reparto. Tutto l’Alder Hey di Liverpool e i suoi genitori, sono in festa. La piccola guerriera pare ce l’abbia fatta anche se le condizioni fisiche della bambina sembrano ancora difficili.

Erin, quindi, non può ancora tornare a casa poiché le condizioni di salute non glielo permettono. Ad oggi, però, la piccola è il simbolo di tutti i malati di Covid-19 che soffrono anche di patologie pregresse.

Gepostet von Emma Bates am Freitag, 24. April 2020

Il sostegno alla famiglia Bates

Queste cure, ovviamente, comportano un grande dispendio di denaro. Mamma Emma, infatti, non potendo più lavorare si dedica solo all’assistenza di sua figlia.

Per questo motivo alcuni amici della famiglia Bates si sono mossi per sostenerli. È stata aperta una campagna di crowfounding su GoFoundMe. Questa è finalizzata a sostenere tutte le spese che la famiglia affronta quotidianamente. A questo, punto, quindi, si può dire solo “Forza Erin, siamo tutti con te”.

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