Ho detto allo scimpanzé di aver perso il mio bambino, la sua reazione mi ha fatto commuovere!

L’amore tra gli animali e gli uomini è spesso fortissimo e indissolubile, ma soprattutto è capace di cose grandissime. È quello che viene da dire quando si conosce la storia di Washoe, il primo scimpanzé capace di parlare. Il suo insegnante è l’uomo che l’ha salvata.

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Washoe, infatti, sarebbe finita come molti suoi simili nei laboratori di ricerca sottoposta a cure e pratiche sperimentali spesso molto dolorose e per questo destinata alla morte. Per sua fortuna, però, sulla sua strada è arrivato il professore Roger Fouts, che l’ha letteralmente salvata. Da allora non si sono mai separati e per oltre 30 anni hanno vissuto sempre insieme.

Kat era una dei volontari che lavorava nella struttura dove viveva Washoe, dopo essere rimasta incinta lasciò il lavoro per qualche settimana, ma poi abortì. Fouts racconta quello che è successo dopo il suo rientro:

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Washoe era seccata, non aveva preso molto bene la mancanza di Kat per tutte quelle settimane. Quando Kat riprese a lavorare con gli scimpanzé andò a salutare Washoe e le chiese scusa, subito dopo le raccontò la verità sulla perdita del suo bambino. Washoe fissò la donna negli occhi, poi guardò in basso..poi riprese nuovamente a guardare Kat negli occhi facendo il gesto del “pianto”: con un dito simulò il percorso della lacrima sulla guancia proprio come farebbe su un essere umano (gli scimpanzé non versano lacrime). Subito dopo le disse con un gesto: “per favore abbracciami”.
Kat successivamente confessò che quel bellissimo gesto fatto da Washoe dimostrò la sua incredibile capacità mentale e sensibilità più di tutte le frasi lunghe e grammaticalmente perfette dette dallo scimpanzé fino a quel momento.

washoe-kat

Anche Washoe perse due figli: il primo morì poco dopo la sua nascita per colpa di un’anomalia cardiaca, il secondo invece morì a due mesi di età in seguito a un’infezione da stafilococco.

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Dopo la morte dei suoi figli, i ricercatori furono determinati nel dare a Washoe un figlio da crescere, così le portarono un cucciolo di scimpanzé di dieci mesi di nome Loulis. Uno dei volontari entrò nel recinto di Washoe e con il linguaggio dei segni le disse “ho un bambino per te”. Washoe diventò incredibilmente eccitata, urlando e ondeggiando da una parte all’altra facendo il gesto del bambino, poco dopo si fermò e, sempre con il linguaggio dei segni, disse al volontario “il mio bambino”.

Washoe morì nel 2007, grazie a lei abbiamo imparato tantissimo sull’intelligenza ed emotività degli animali..due caratteristiche per troppo tempo ritenute un’esclusiva soltanto dell’uomo.
 

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Disclaimer: Questo articolo non è destinato a fornire consigli medici, diagnosi o trattamento.
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